Azienda, Benessere Globale, sostenibilità

Logistica e Sostenibilità possono incontrarsi.

Come è possibile?

Effettivamente è un incontro che presuppone un livello di consapevolezza e cultura che è in divenire.

Come realizzare e progettare una rete logistica sostenibile?

 La sostenibilità é importante che entri nella cultura della logistica della filiera distributiva. Si potrebbe dire che la sostenibilità entra tendenzialmente grazie a tre spinte:


 1) profitto economico: si ricava senz’altro applicando alla catena del valore un attento sguardo di reideazione e riprogettazione della logistica di filiera alla luce dei principi di sostenibilità ambientale. Profitto economico che si accentua nel momento in cui vengono ristrutturate le flotte con importanti esiti, beneficiando di finanziamenti finalizzati a queste specifiche azioni. Teniamo conto che l’accesso al credito sarà sempre più agevolato verso quei soggetti che, spinti da valori etici speriamo, sapranno strutturarsi e organizzarsi secondo i le direttive di sostenibilità della UE.


2) relazioni con gli stakeholder europei: questionari sempre più specifici vengono rivolti ai nostri gestori di logistica italiana al fine di una loro attenta valutazione di come muoversi sul territorio italiano e con questo approccio vengono , da un lato, selezionati e dall’altro sollecitati al cambiamento e trasformazione degli approcci alla logistica interna. Gli stakeholder europei, o portatori di interessi, cioè quegli attori che sono coinvolti a vari livelli nella mappa di business, sono sempre più attenti al livello italiano di sosotenibilità. Vi piacerebbe essere esclusi da un business?

3) brand communication: per alcune aziende sta divenendo sempre più un must per i benefici che sono stati fatti emergere da azioni ove logistica e sostenibilità sono stati fatti incontrare. Il ritorno di immagine, le superfici in movimento ove è possibile “piazzare” una comunicazione ad hoc che piace sempre più alla GDO. Indipendentemente dalla filiera considerata, comunque, resta il fatto che la parola “logistica” e la parola “sostenibilità” hanno in comune la ricerca di un unico obiettivo: la mobilitazione fisica della merce.  Il settore della committenza e degli operatori vedono questa funzione in modi diversi. Il punto in comune è però la modalità della gestione dell’efficienza e dell’efficacia di un intervento di mobilitazione. Dietro a questa parola si celano due altri concetti che sono il quotidiano ambito di lavoro e incontro per qualsiasi professionista che abbia un ruolo attivo nell’ambito della supply chaincosto e valore.


Nuovi paradigmi culturali devono imporsi, anche in logistica e supply chain management. Se partiamo dal principio che inquinare ha comunque un costo, e abbiamo iniziato a pagarlo in termini di salute e fragilità della salute da parte delle ultime generazioni anche se l’età media è ancora in aumento, allora potremmo condividere che – nel medio e lungo termine – la ricerca della soluzione di filiera logistica più sostenibile per l’ambiente e la società non è assolutamente in contrasto con la ricerca della migliore soluzione dal punto di vista economico. Il punto di maggiore difficoltà risiede però nella complessita dei sistemi. In una società complessa ove si evidenzia una pluralità di attori il cui livello culturale e di approccio alla formazione permanente zoppica è opportuno sostenere questi passaggi di consapevolezza, al fine di generare responsAbilità, nel senso di persone in grado di co-generare risposte adeguate e sopratutto flessibili, in perenne aggiustamento, al fine di anticipare i bisogni del sistema nel quale siamo inseriti. Ancora la maggior parte del valore riconosciuto dall’acquirente di un bene o servizio (sia esso un consumatore o un’azienda) viene difficilmente relazionato al relativo processo logistico. E ancora più malsano che, nonostante l’accresciuta consapevolezza sui temi ambientali e di sviluppo sostenibile, i processi di logistica e mobilità di beni e persone rimangono in ombra o – ancora peggio – continua a portare gli operatori e la committenza a discutere di efficienza, relazionandola soltanto al costo, ovvero alla ricerca del servizio necessario al minor costo possibile.


La comunità ha a cuore i suoi componenti, la società potrebbe avere a cuore “solo” il profitto?


Cogliendo la differenza tra comunità e società possiamo avvicinarci al senso della consapevolezza. Come trasformare tutto ciò e da società iniziare a vederci come una comunità globale?

Una logistica rinnovata in chiave sostenibile, così come auspicata da decenni dalle direttive  UE, interrompe questo circuito e dimostra che le migliori pratiche e iniziative di green supply chain possono trasformarsi in una crescita per il sistema, con un valore percepito del bene o servizio acquistato più alto da parte dell’utilizzatore finale. 
E l’utilizzatore finale chi è? Colui che sceglie sullo scaffale e/o acquista on – line con e-commerce. Potrebbe essere che spostare lo sguardo su un modo diverso, fino a ieri, di fare le cose, ci permetta di innovare e generare un più virtuoso e vincente concetto? Siamo come persone pronte a attivare un cambiamento che ci agevoli a percepirci non solo come società bensì come comunità? La comunità ha a cuore i suoi componenti, la società potrebbe avere a cuore “solo” il profitto?E tempo di cambiamenti e anche la logistica può dare il suo contributo proprio perchè alla base ci sono le persone. 

Claudia Poppi

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.