Se non ora quando ? Quando i traumi e le sofferenze troveranno quiete? Il desiderio sessuale nella religione islamica e cattolica cristiana ,  considerazione amplia e che porta a Questioni di genere o questioni di violenza ? o questioni religiose?
Vi anticipo che è un lungo articolo.
 
 
 
Il dato di fatto che il 22 Luglio, in una gentile calura estiva, si fa il punto così:
– Turchia colpo di stato, vero o strumentalizzato o altro poco importa, ha come ripercussione una stretta forte sulla libertà di espressione del genere femminile.
– Italia – Novara  – Litiga con la moglie e l’accoltella, lei fugge in strada, chiede aiuto e muore. L’uomo l’ha colpita più volte: arrestatoGià fermato pochi giorni fa, era stato rilasciato.
– Italia – Milano, dà fuoco alla moglie: prima la benzina, poi le lancia la sigaretta addosso e Mentre la donna era avvolta dalle fiamme, ha chiamato il 112 chiedendo aiuto. Alcuni mesi prima la polizia era già intervenuta per difendere la vittima dalle violenze del marito. La 46enne con ustioni di terzo grado sul 50 per cento del corpo.
– Italia – Varese, ha ucciso la moglie a martellate e ha confessato. Ma resta in silenzio davanti al gip. L’omicidio dopo un rimprovero della donna. Il 46enne subito dopo il delitto aveva chiamato i carabinieri ammettendo la sua colpa, ma davanti al giudice ha scelto di non rispondere.
– Italia – Varese, strozza la moglie dopo averla colpita con un martello. Poi confessa il delitto. L’omicidio al culmine di una violenta lite tra i coniugi. L’uomo si è presentato alla caserma dei carabinieri per costituirsi.
– Italia – Taranto – Femminicidio, così le foto di Federica la rendono simbolo di resistenza civile. I genitori portano l’immagine della figlia trentenne sfigurata e uccisa dal marito in corteo, perché “sia da monito alle donne”
– Italia – Milano – La vittima della ritorsione tenuta in ostaggio e violentata: il suo ragazzo aveva venduto una pallina di bicarbonato spacciandola per cocaina. Il giovane membro attivo della banda, era stato coinvolto anche nell’aggressione con il machete al capotreno. la donna come oggetto di vendetta.
 
CP counselor relazioni affettive

…naturalmente potrei continuare. Evito sopratutto a me stessa questa ulteriore sofferenza del recuperare informazioni e dettagli. I responsabili reali e finali di tutto ciò? Uomini. Persone appartenenti al genere maschile quindi sesso maschile e Donne come persone appartenenti al genere femminile e di sesso femminile. I responsabili originari e originali che ritengo essere i pieni responsabili di tutto ciò? Uomini. Persone appartenenti al genere maschile quindi sesso maschile con l’intenzione di …..avere potere sull’ energia femminile che vogliono controllare .   Che differenza c’è? Che i secondi hanno architettato tutto ciò secoli e millenni addietro creando le religioni e interpretandone poi ad uso e consumo i contenuti stessi nel tempo. Ringrazio KAMEL DAOUD, autore di questo articolo e chi lo ha tradotto Soukayna El Idoudi.   Ringrazio la possibilità che mi do di leggerlo semplicemente alla araba mantenendo il nome di Allah  e di rileggerlo sostituendo il nome di Allah con Dio il Dio dei cattolici , ebrei e ortodossi. Ove trovate arabo vi propongo la lettura sostituendo con cristiano.   Pertanto , secondo me, la responsabilità è nei dogmi di “tutte” le religioni….la spiritualità in ognuno di noi, è nel sé di ognuno di noi! Vogliamo risvegliarlo questo sé interiore o vogliamo tenerlo relegato ad un palo religioso? Buona lettura.

LA MISERIA SESSUALE DEL MONDO ARABO

di KAMEL DAOUD

ORANO, Algeria — Dopo Tahrir, Colonia. Dopo la piazza, il sesso. Le rivoluzioni arabe del 2011 avevano entusiasmato le opinioni pubbliche, ma ben presto la passione è caduta. Si è finito per scoprine in questi movimenti  delle imperfezioni, delle brutture. Per esempio, avrebbero appena sfiorato le idee, la cultura, la religione e i codici sociali, soprattutto quelli che riguardano il sesso. Rivoluzione non vuol dire modernità.

Gli attacchi contro le donne occidentali da parte di immigrati arabi a Colonia, in Germania, la notte di capodanno, hanno ricordato le molestie che altre donne avevano subito in piazza Tahrir durante i bei giorni della rivoluzione. Un ricordo che ha spinto l’Occidente a comprendere che una delle miserie di una buona parte del mondo detto “arabo”, e del mondo musulmano in generale, è il suo rapporto morboso con la donna. In certi luoghi viene coperta con  il velo, lapidata, uccisa; come  minimo, le si rimprovera di seminare il disordine nella società ideale. In risposta, alcuni paesi europei sono giunti a produrre delle guide di buona condotta per rifugiati e migranti.

Il sesso è un tabù complesso. In paesi come l’Algeria, la Tunisia, la Siria o lo Yemen, è il prodotto della cultura patriarcale del conservatorismo circostante, dei nuovi codici rigoristi degli islamisti e del puritanesimo sottotraccia dei diversi socialismi della regione. Una buona miscela per bloccare il desiderio, colpevolizzarlo e spingerlo ai margini della clandestinità. Si è molto lontani dalla deliziosa licenza degli scritti dell’età dell’oro musulmano, come “Il giardino profumato” di  Cheikh Nefzaoui, che trattavano senza complessi l’erotismo e il Kamasutra.

Oggi il sesso è un enorme paradosso in numerosi paesi arabi. Si fa finta che non esista, ma condiziona tutto il non detto. Negato, pesa con il suo occultamento. La donna ha un bell’essere velata, essa è al centro di tutti i nostri legami, i nostri scambi, le nostre preoccupazioni.

La donna ritorna nei discorsi quotidiani come posta in gioco della virilità, dell’onore e dei valori familiari. In alcuni paesi essa non ha accesso allo spazio pubblico se non quando abdica al proprio corpo. Toglierle il velo sarà svelare la voglia che l’islamista, il conservatore e il giovane disoccupato sente e vuole negare. Percepita come fonte di squilibrio – gonna corta rischio di scisma – essa non è rispettata se non quando definita in un rapporto di proprietà, come sposa di X o figlia di Y.

Queste contraddizioni creano tensioni insopportabili : il desiderio non ha vie di uscita; la coppia non è più uno spazio di intimità, ma la preoccupazione di un gruppo. Ne viene fuori una miseria sessuale che conduce all’assurdo o all’isterico. Se allorquando  si consente di vivere una storia d’amore, nei fatti si impedisce la meccanica dell’incontro, della seduzione, del flirt,  sorvegliando le donne, esaltando la questione della loro verginità e assegnando dei poteri alla polizia dei costumi. Si finisce per pagare dei chirurghi per ripristinare gli imeni lacerati.

In alcune terre di Allah, la guerra alla donna e alla coppia prende chine da inquisizione. D’estate, in Algeria, pattuglie di salafiti e di giovinastri di borgate, arruolati grazie ai discorsi di imam radicali e di telepredicatori islamisti, sorvegliano i corpi, soprattutto quelli delle bagnanti in costume. Negli spazi pubblici, la polizia molestia le coppie, anche quelle sposate. I giardini sono proibiti alle passeggiate amorose. Le panchine sono tagliate in due al fine di impedire che ci si possa sedere vicini, fianco a fianco.

Risultato: si fantastica sull’ altrove, sia sull’impudicizia e la lussuria dell’Occidente, sia sui paradisi musulmani con le sue vergini.

Questo sbocco è d’altra parte perfettamente incarnato nell’offerta dei media del mondo musulmano. In televisione, mentre i teologi vi furoreggiano, i cantanti e i ballerini libanesi della “Silicon Valley” racchiudono il sogno di un corpo inaccessibile e di un sesso impossibile. Sul piano dei vestiti, ecco sboccare in altri estremi: da un lato, il burqa, il velo integrale ortodosso; dall’altro il velo moutabaraj (“il velo che svela”), oppure  combinare un velo sulla testa con un jeans o un paio di pantaloni aderenti. Sulle spiagge, il burkini s’oppone al bikini.

Aggiungo io: sempre opporsi in un continuo dualismo per esprimere l’ego della presunzione di dominanza?

…l’articolo continua:

I sessuologi sono rari in terra musulmana, e i loro consigli poco ascoltati. Stando così le cose, sono gli islamisti che di fatto hanno il monopolio del discorso sul corpo, il sesso e l’amore. Con internet e le “teo-televisioni”, questi gruppi hanno preso forme mostruose – un’aria di porno-islamismo. Alcuni religiosi lanciano delle fatwa (responsi  giudiziari religiosi)  grottesche: è proibito fare all’amore nudi, le donne non hanno il diritto di toccare il membro, un uomo non può restare solo con una collega donna  tranne che sia sua madre adottiva o l’abbia allattato.

Il sesso è dappertutto.

E soprattutto dopo la morte.

L’orgasmo è accettato solo dopo il matrimonio – ma sottomesso a codici religiosi che lo svuotano di desiderio  – o dopo la morte. Il paradiso e le sue vergini è un tema feticcio dei predicatori, che presentano queste delizie d’oltretomba come una ricompensa agli abitanti delle terre della miseria sessuale. Il  kamikaze lo sogna e si sottomette a un ragionamento terribile e surreale: l’orgasmo passa attraverso la morte, non l’amore.

L’Occidente s’è cullato  a lungo  in un esotismo che  giustifica le differenze. L’Orientalismo rende  normali le differenze culturali e ne discolpa  le derive estreme: Sherazade , l’harem e la danza del ventre hanno dispensato alcuni a interrogarsi sul diritto delle donne musulmane. Ma oggi, con gli ultimi flussi di immigrati dal Medio Oriente e dall’Africa, il rapporto patologico che alcuni paesi del mondo arabo intrattengono con la donna fa irruzione in Europa.

.Ciò che era stato lo spettacolo spaesante di terre lontane prende la configurazione d’un confronto culturale sul suolo stesso dell’Occidente. Una differenza una volta sfocata dalla distanza e un’aria di superiorità è diventata una minaccia immediata. Il grande pubblico in Occidente scopre, tra paura e agitazione, che nel mondo musulmano il sesso è malato e che questa malattia è in procinto di raggiungere le proprie terre.

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Articolo  apparso il 21/2/2016 nell’edizione in francese del “New York Times”.  Trad. in italiano di Soukayna El Idoudi, dottoranda tunisina in italianistica- Specialista in tematiche femministe.

Claudia Poppi

Approfondite anche i temi di genitorialità consapevole per una sessualità sacra ?

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.

Comments (2)

  1. daniele:

    Mi spiace se in qualche modo dovesse risultare un commento inopportuno.Ho solo dato un occhio superficiale all articolo, ma ci tenevo a aggiungere una mia conoscenza. Io ho scoperto, casualmente, che in oriente, in arabia,l oralità è del tutto esclusa dai rapporti fra uomo e donna,in qualsiasi forma.Significa che anche i baci, almeno tradizionalmente, non sono consueti. Ho riflettuto a lungo sul fatto che l italia, (non saprei se vale per tutto l occidente) è un paese che si pone come produttore leader delle patologie. Se si facesse un conteggio delle malattie gravi, aggiungendovi le miserie umane in tutte le forme (tossicodipendenza, depressioni, malattie psichiche, suicidi e crisi esistenziali, eccetera), si concluderebbe quel che io temo fin da piccolino, e cioè che si tratta di qualcosa paragonabile se non di peggiore alla stessa shoah. Io collego le due cose, in quanto ritengo che la oralità nei rapporti intimi sia una forma di regressione; e, considerando da quel poco che so che in arabia le malattie sono praticamente ignote, e le aziende farmaceutiche non producono un miliardesimo della chimica distruttiva che abbiamo noi (la maggior parte della quale dovuta a meri interessi), sinceramente io collego le due cose, e concludo che l arabia e l oriente è assolutamente più civile e avanzato, a dispetto delle leggende e dei miti negativi superficiali che arrivano nelle teste del pensiero superficiale

    1. Claudia Poppi:

      …il suo commento è un commento…serenità…grazie piuttosto dell’attenzione.

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