Consapevolezza, Sessualità Olistica

Risveglia e trasforma la tua sessualità per essere te stesso nella relazione

Essere se stessi cosa significa? Abbiamo fatto i conti con l’autenticità ?

Cosa è autentico? Una “cosa” vera. In cui tutte le sue parti corrispondono all’originale e/o sono come in origine.

Bella forza!! Come si fa allora ad essere autentici, cioè originari, cioè senza traumi, se già la nascita è un trauma?…Estremizzando così è e a questo iniziamo ad aggiungere tutto il resto di cui perdiamo coscienza. Poi arriva il resto in cui varie forme di memoria a volte affiorano, a volte, e che ci agevolano a comprendere il perché di una paura dell’acqua o il rifiuto di avvicinarci ad una persona con la barba.

Uscendo da una esperienza di approfondimento sulla relazione d’aiuto in caso di traumi sessuali, con Ariel Giarretto, la domanda è: ” come è possibile rientrare in una relazione di coppia con un vissuto traumatico” e come agevolare la miglior ripresa della propria vita di relazione in generale dopo un trauma. Implicito è in questo il riferimento generico a trauma sessuale in modo diretto o indiretto.

Nelle riflessioni con queste parole si evocano vissuti importanti a livello traumatico e l’immaginario vola a storie di abusi sessuali, di violenze e molto altro. Tutto ciò esiste, è possibile e lo sappiamo molto bene. Molto di tutto ciò ci porta anche a identificare la donna nella vittima.

Tutto ciò è statisticamente più probabile quindi non vado controtendenza però allargo a tutti i generi il tema del trauma. Questo è importante perchè esiste un sotterraneo molto importante che coinvolge anche il genere maschile, quindi tutti i generi sono coinvolti in in tutto ciò.

Ariel si è mossa con una delicatezza infinita in questa proposta formativa quanto esperienziale che ha voluto strutturare con una forte intenzione riabilitativa per chi vive o ha vissuto traumi. Quindi chi come me agevola con la relazione di aiuto la miglior gestione possibile dei traumi per la migliorriparazione, essere qui è un piacere. Unpiacere per poter essere sempre più al servizio.

Esponendo dati statistici e con riferimenti scientifici alla mano, molto recenti, ci ha snocciolato l’attuale situazione del percepito trauma sessuale, che è diverso dal vissuto reale nei fatti concreti ove tutti andiamo con il pensiero ad un vero atto di abuso sessuale/stupro/ violenza sessuale.

Un trauma è qualcosa di molto più soggettivo e sottile di un “banale” atto fisico. E’ anche un atto fisiologico a cui diamo la possibilità di radicarsi nel corpo per effetto di meccanismi neurofisiologici e biochimici.

Noi non siamo il nostro corpo quindi possiamo prendere le distanze da un fatto, da un accadimento realmente accaduto. Possiamo dissociarci e possiamo spezzarci.

Prendere coscienza che la coscienza è in grado di disintegrare i traumi (e visto il trauma tu lo hai ma non lo sei più) è una chiave paspartout che apre molte porte. Quindi la coscienza, allo stesso modo, se posata troppo pesantemente sui traumi li radica invece di scioglierli. E ancora se posata troppo a lungo su progetti ancora nascenti rischia di far sì che essi non vedano la luce…per effetto di condizionamenti e credenze limitanti che tarpano le ali.

La coscienza questa sconosciuta. Dove è la coscienza?

Nella mente? E io dico di no. La coscienza è nel corpo. Il livello di innervazione del nostro corpo è molto elevato. La coscienza è distribuita in modo amplio e diffuso. Questo, nella mia visione, è confermato dalle tensioni che viviamo nel corpo che rappresentano la memoria emozionale, fisica e corporea della tensione scaturita dalla paura, dal terrore, dalla vergogna, dalla tristezza legata al trauma originario.

Il nostro corpo è molto di più di un trauma fisico. È infatti un archivio di informazioni ed impulsi elettrici che vengono registrati e mantenuti come in un diffusissimo hard disk fino a quando non siamo in grado di elaborarli e liberarcene, perchè ormai non più utili alla nostra vita.

Tutto questo ha una sua utilità. Ci tiene lontano dalla possibilità che si ripresentino sfondamenti dei nostri confini. E così ci proteggiamo. E così ci chiudiamo. Per proteggere la vita ci chiudiamo alla vita. Vedete il senso di tutto ciò?

E allora, ci sarà pure un momento in cui tutto ciò risulta disfunzionale se continuiamo a tenerlo. Dato che siamo nati per vivere la gioia e il piacere se il trauma ci tiene lontano dal piacere è ora che facciamo un cambiamento. Come vi sembra tale equazione?

Nel lavoro corporeo con persone che hanno vissuto traumi si va proprio a lavorare sul “come trovare piacere nel corpo? Come possiamo riabitare il  corpo ed esplorare , piano piano, e provare lo spazio di piacere che possiamo permetterci in questo momento?

Complesso ma non impossibile.  L’esperienza tutta al femminile ClitoRide ,che raduna le donne in sonore risate di condivisione, vuole essere una proposta per riprendere conTatto con il piacere come parte fondante la vita, personale, di relazione e di coppi.

Partendo dal dato di fatto che la nostra mente ha come unico scopo quello di proteggerci ad ogni costo figuriamoci se dopo un trauma ci possiamo permettere di ripetere una esperienza, a maggior ragione se coinvolge quella sfera intima che è la nostra sessualità, in serena attesa di una sensazione piacevole. La nostra mente farà di tutto per tenerci alla larga da cui che si è rivelato pericoloso o fonte di dolore, sofferenza, dispiacere.

Allora? Con tutta questa roba qui nella mente, memorie emozionali nella pancia immaginatevi voi dopo un trauma come ci si rificca in una nuova relazione. Pieni di protezioni e confini appena sporgiamo il naso fuori dalla porta di casa, ecco come saremo!

E magari ci passa sopra un altro tir e ciao ciao non si esce più di casa. Cioè non ci permetteremo mai più di provare piacere.

E quella roba autentica di cui sopra? Dove è andata a finire?

Come possiamo essere autentici in una relazione con tutti traumi che ci portiamo addosso?

Eh sì perchè, chi coinvolge la nostra essenza potrebbe essere aver disatteso le speranze, desideri dei nostri genitori di essere di un sesso o dell’altro.

Questo è un trauma! Eccome se lo è!

Poi magari nel crescere abbiamo iniziato anche a toccarci…ci toccavamo le mani, ci toccavamo la faccia e quindi anche tutto il resto. E invece no!! Pisellino  e patatina no. E perchè no? Io sono anche la mia patatina o il mio pisello quindi, perchè no?

Risposte intelligenti possibili ricevute:

  • perchè no
  • perche non si fà
  • perchè se lo fai non ti voglio più bene
  • perchè è sporco/a
  • perchè lo puoi fare solo quando sei più grande ( poi ne inventeranno altre gli adulti per farci sentire sporchi anche da più grandi )
  • perchè Gesù non vuole
  • perchè se lo fai ti verrà mal di pancia per tutta la vita ( la ragazza in questione ha sofferto di dolori inspiegabili fin verso i 16 anni e pur non essendoci state spiegazioni mediche a tutto ciò le è stata asportata l’appendice…giusto per provare a veder se era quella)
  • perchè adesso no ( allora quando? )
  • ……

Inizia ora a fare un passo verso l’autenticità. Come ti risuonano queste frasi? Si creano un varco in te o sei un muro di cemento e ti sei costruito una fortezza?

Fortezza che abbiamo iniziato a costruire per rinnegare  una parte di noi stessi ed per essere amati per come ci volevano gli altri, altrimenti erano guai.

I traumi a vari livelli, le credenze che ci portiamo appresso, sono tanta roba e continuiamo a vivere queste sottili violenze incapaci di generare nuovi confini. Tenere alla larga nuove possibili forme di violenza è possibile sopratutto se prendiamo consapevolezza delle credenze che si sono radicate in noi.

All’epoca non avevamo protezioni anche perchè da chi avremmo dovuto proteggerci? Dalle persone che erano i nostri riferimenti affettivi e protettivi? E qui che abbiamo iniziato a rinnegare il nostro sé quindi a vari livelli ci ritroviamo tutti traumatizzati e alla ricerca di una relazione soddisfacente. Mentre cerchiamo….accadono altre cose. Rischiamo di subire altre forme di violenze, rima di tutto la nostra legata alla qualità del nostro dialogo interiore, perchè replichiamo schemi comportamentali lasciando poco chiari i nostri confini o arriviamo ad impedendoci di vivere perchè li chiudiamo oltre la misura che ci permetterebbe di sperimentare.

relazione di coppia dopo un trauma

Come creare confini sicuri

  • si
  • no
  • possibilità

Quindi i confini sono importanti e renderli sicuri e contemporaneamente morbidi, per non farsi male,  è necessario. Esplorare il si, esplorare il No e…grande scoperta…la possibilità di prendersi del tempo per ascoltarsi e decidere in un secondo tempo quindi il FORSE!!

Farne esperienza è proprio sentire nel corpo come vibra il si, il no e il forse mentre si riattivano memorie di vissuti emozionali che spesso emergono dal corpo e che potrebbero far parte della vita di ognuno di voi.

Frasi che come adulti possiamo considerare traumi? Ecco qualche esempio:

  •  «Non sei pronta, sei ancora asciutta»
  •  Ti passeranno ‘sta voglie, ormai sei vecchia.
  • MA come, Non ti diventa duro subito? MA che uomo sei allora?
  • Cosa è te la sei fatta addosso?
  • Cosa ne vuoi sapere tu…hai avuto solo una donna?

 

Anche di tutto ciò faremo esperienza condivisa in  ClitoRide per lasciar andare credenze inutili e logoranti.

Potrete trovare riferimenti interessanti anche nel libro di Emily  Come as You Are – Risveglia e trasforma la tua sessualità!

Arial ci ha suggerito questo libro  a supporto parziale del lavoro di relazione d’aiuto che compiamo e credo che se sei ancora qui a leggere possa farti bene. Uomo o donna che tu sia.

Per esplorare sane relazioni è importante aver ben chiaro il concetto di confine, di limite, di spazio entro il quale muoversi o riprendere a muoversi per una piena relazione di qualità prima di tutto con se stessi.

Con passi gentili Ariel ci ha fatto fare esperienza di vari tipi di esercizi che posso agevolare le persone che si accorgono di dire troppo spesso un Si, che genera poi sofferenza e disagio, sopratutto con persone dell’altro sesso, a riprendere i propri spazi e sentirsi in grado di sostenere quel nuovo modo di dire Si. Iniziare cioè a dire Si a se stessi e ai propri bisogni. Tutto ciò esprimendo un No rispettoso dell’altro e del suo bisogno. Qundi agevolando l’accettazione del rifiuto.

Esperienze del No e della grande scoperta che possiamo anche prenderci il tempo di sentire quando sarà il tempo che ci sentiamo di scegliere come buono per noi. Rispettare i nostri tempi significa ascoltare i nostri bisogni ed esplorare anche cosa c’è dietro al tempo che di prendiamo per dare spazio all’altro.

Accettando e lavorando sul senso di vergogna e di disgusto abbiamo generato un bel numero di connessioni tra noi coinvolti in questo laboratorio per portar fuori, anche a te che stai leggendo, una serie di pratiche che possono solo aiutare a lasciar andare disagi e disgusti verso l’espressione del piacere e della relazione pelle a pelle con l’Altro/a.

Il mondo del piacere che viene dal corpo è un bel mondo. Perché privarcene per retaggi del passato o per traumi che ormai fanno parte di un passato che è passato?

Lo spazio del piacere si amplierà notevolmente agevolando la presa di coscienza dei traumi e di quanto spazio di piacere può esserci attorno al trauma…tutto da esplorare.

Nell’ambito del mio lavoro come counselor delle relazioni affettive mi confronto spesso con tutto ciò e altrettanto spesso noto come le strategie di fuga dalla relazione diventa troppo spesso la fuga nel lavoro, il super impegno, forti stress fisici imposti sottoforma di sport...tutto ciò ha senso? Come sarebbe se rallentassimo e lasciassimo andare l’ansia e ci riproponessimo di iniziare a meritare il piacere? Potrebbe fare bene anche a te iniziare un perCorso per accettarti per la meraviglia che sei ?

Non si tratta di pompare Autostima, benSi di dire Si a noi stessi. Questo ci porterebbe sempre più vicini a quella semplice autenticità che permetterebbe una sana relazione, perchè basata di un livello di consapevolezza corporea ed emozionale che permette di lasciar andare i costrutti mentali e di vivere la nostra essenza di persona pe buona pace della qualità della relazione di coppia.

E’ importante stabilire un contenitore somatico forte per sviluppare una relazione amorevole e di accettazione del proprio corpo. Per agevolare tutto ciò è importante in luoghi protetti fare esperienza di sè e dei propri confini. Le esperienze di coppia, e non solo in coppia, mirano proprio a generare la miglior autenticità possibile attraverso la consapevolezza dei propri bisogni dei propri confini per godere, finalmente, appieno del piacere del proprio corpo.

Propongo sessione individuali o di coppia. In gruppo, un perCorso veramente trasformante, con sessioni one to one anche con Skype. Dopo Clitoride protrai approfondire  invece “Sessualità Sacra”. Una esperienza ampia ove, passo passo, esploreremo questi temi per il tuo miglior benessere e piacere, personale e di coppi, a 360°.

Claudia

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.

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