Femminile, Relazione di Coppia

Parto indore è un parto consapevole anche senza epidurale

Parto indore è un parto consapevole anche senza epidurale.

NELLE sale parto italiane si soffre più del dovuto, oppure si paga. L’epidurale in molte strutture pubbliche, soprattutto al Sud, è ancora una chimera e anche dove è disponibile i dati sono spesso molto distanti dal cosiddetto “golden standard”, che prevede l’utilizzo dell’analgesia per almeno il 30% delle partorienti (conteggiando anche quelle che fanno il cesareo). Capita spesso che trattamenti già programmati saltino all’ultimo momento perché gli anestesisti di turno in ospedale devono occuparsi di gravi casi urgenti. Così tante coppie per essere sicure di farla si rivolgono al privato o alla libera professione nel pubblico.
Questo stralcio di articolo mette in evidenza e rapidamente quale è la paura …soffrire, il male, terrore del dolore e quindi, nell’epoca delle infinite soluzioni antidolorifiche e di soppressione del sintomo abbiamo l’epidurale e il cesareo.
Credo di poter dire di essere una persona che non si pone contro qualcosa, un prodotto o servizio che sia, purché a monte ci sia la scelta. La scelta consapevole è diversa dal dire c’è possibilità di scegliere. Certo tutti possiamo scegliere…destra o sinistra all’incrocio?…Le indicazioni però ai bivi della vita mancano molto spesso.

Credo che il parto sia uno di questi bivi. Arrivarci in modo consapevole è altra storia.

Significa aver potuto scegliere una gravidanza consapevole e ancora prima un concepimento consapevole.
Consapevole è diverso da controllato.
Tra decidere se concepire e quando concepire, vivere la sessualità come atto fisico procreativo e approcciarsi alla relazione con l’Altro con una intenzione esplorativa di se e dell’Altro secondo una visione di Sessualità Olistica….passa sempre la differenza della consapevolezza.

Il  parto indolore è la chimera di tutte le donne perchè è negli incubi di molte donne proprio il terrore atavico della morte nello strazio nella nascita. Le origini di tutto ciò….mmmm….abbiamo un grande buco di trasmissione in linea matrilineare rispetto al tema del parto, nascita, gravidanza e …sessualità naturalmente!

Le madri cosa hanno appreso dalle loro madri?…ansia e dolore…e le madri delle madri?…ansia e dolore e poi finalmente…qualche madre della madre della madre, quelle che lavoravano nei campi e che fisicamente conoscevano i propri muscoli perché li usavano alleggerisce dicendo che è roba fattibile.

Lasciamo andare anche le frasi mal tradotte dei testi antichi ove si parla che la donna partorirà con dolore, lasciamo andare tutto l’alone di oscurità che attorno al parto è stato tenuto per poi accendere riflettori potenti che traumatizzano Donna e Bambino e tutti quanti.

Il parto Donne care è un rito di passaggio. L’unico che mai potrà esserci tolto. E’ sacro. E’ un sacrificio nel senso più originario del termine. Cioè è un atto che ci avvicina la sacro che è in noi perchè ci mette in contatto con la parte più profonda di noi.

Accogliete questo rito di passaggio che Madre Natura ha creato per noi….c’è tanta roba oltre quella soglia. Abbandonatevi nelle sue braccia. Lasciate andare…lasciate andare paure, bambino che potrà così nascere in modo fluido per buona pace di ginecologi, anestesisti e ostetriche. Lasciatevi andare a voi stesse e al vostro potere di trasformazione…Si perchè non sarete più le stesse. Sarete molto di più….con i vostri seni gonfi e tanta stanchezza e adrenalina insieme…ce l’avrete fatta!!  e troverete il modo di servi…tranquille!!!

 

E invece…oggi abbiamo la soluzione infatti “Il servizio sanitario nazionale garantisce le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale nelle strutture individuate dalle Regioni”, recita il nuovo testo. Il trattamento potrebbe servire anche a ridurre un po’ i cesarei, anche se non tanto in quanto “molte” donne, sempre per via di quel buco di cui sopra, scelgono il cesareo perchè così c’è “la Totale” e non ci pensano più e questo anche perché le donne che hanno molto dolore “collaborano” meno durante il travaglio, cosa che può portare complicazioni e richiedere appunto l’intervento chirurgico.

Mi viene l’orticaria quando leggo “collaborano”. Collaborare con gli?…aiutare chi?

Si partorisce da sole, da sole con la propria paura e con le proprie emozioni. Si partorisce in compagnia…di se stesse.

Si collabora con il bambino che porti in pancia.

Si collabora con il proprio corpo ascoltandolo ….in consapevolezza.

E qui il buco per non dire voragine rispetto al tema dolore.

 

“Parlano che per applicare il parto indolore dovremmo avere più anestesisti in sala parto, negli ospedali medio grandi, da 2mila parti all’anno in su, deve esserci una presenza costante in sala parto, anche per assicurare a tutti l’epidurale. E invece questo non succede ovunque”.
Per cui …per partorire senza dolore, e come senza…e le iniezioni dove le mettiamo? comunque il pupo passa per di li…e allora comprendendo le situazioni di ognuna delle persone, donne, che partoriscono… il tema potrebbe essere a monte di tutto ciò?

Il corpo questo sconosciuto!!

Conosciamo il quartiere ove viviamo e disconosciamo il nostro corpo!
Sappiamo che se diamo il tempo e la possibilità al nostro corpo di esprimersi endorfine e serotonine, oltre a ossitocina e molto altro ancora, generano tutte le condizioni migliori per il miglior parto possibile?
Certo però è che se interrompiamo continuamente la partoriente come può stare nell’ascolto di se  e di ciò che le accade per accoglierlo e trasformarlo in una contrazione o una spinta?…
Come sarebbe se le persone avessero modo di urlare in pace?…si perchè l’urlo è liberatorio se consapevole e lanciato per accompagnare le sensazioni del corpo…libera tensioni, genera rilassamento e agevola.
Come sarebbe se prima di tutto, prima del parto intendo, prima della gravidanza, prima delle mestruazioni….. ci fossero esperienze di ascolto del corpo per conoscerlo e averne consapevolezza fisica ed emotiva?
Come sarebbe se ancora prima Giovani uomini e Giovani Donne potessero approcciarsi al concepimento e alla sessualità con amorevolezza e desiderio erotico/conoscenza e atto creativo con curiosità e apertura ?
Come sarebbe se le persone accettassero l’esperienza che conoscere, viene, toccare il proprio corpo con amore è atto “dovuto” prima di tutto a se stessi?
…Sarebbe un Pianeta Verde…film di consapevolezza per comprendere che siamo in vita per godere della vita stessa e lasciare che il dolore ci attraversi è parte della vita stessa.
Claudia Poppi Pianeta Verde con voi
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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.

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