Relazione di Coppia, Sessualità Olistica, trasformazione

post mimosa day per vivere la festa della donna anche oggi

C’è sempre il dopo, il post qualcosa. Post parto, post laurea, post vacanze….quindi avremo sempre il post Festa della Donna. E oggi post Mimosa day.

Cosa cambia? Cosa sta cambiano? Vignette e immagini ne sono circolate di ogni tipo…IERI. E oggi? Questa è quella che mi è arrivata su wapp Il sorriso di una donna dura più di mille mimose e a questo è importante tenere fede insieme. E questo è anche il titolo della campagna di Actionaid….e concordo …per questo oggi come domani è il caso di tenere alti gli angoli della bocca. Uomini e Donne insieme.

Un giorno alla volta le cose cambiano e stanno cambiando…focus preciso e diretto a migliorare le relazioni di genere.

E’ importante! Non ci sono storie.

E’ di Valore tutto ciò….non una di meno…Proprio così, gestendo la rabbia e il dolore quando una/o di noi cade lungo il percorso. Quando cade chi è rimasta impigliata/o nella trappola della relazione malata.

Una relazione malata che spesso prima di tutto è malata per la persona stessa. Una donna che rimane intrappolata in una relazione malata è una donna che ha prima di tutto ha dentro di se credenze su di se  che la limitano nel tenere il suo spazio. In questo momento questo è il mio pensiero. Pensiero che esterno mentre torno indietro con la memoria a ciò che vivevo io, a cosa ho vissuto io dieci anni addietro. A cosa ho permesso a me stessa di vivere e a cosa ho detto basta. Ho detto basta a ciò che sentivo come una gabbia stretta, a ciò che vedevo come una finestra bloccata. Vivevo una continua limitazione che veniva dall’esterno. Sintesi: ero sempre troppo.

Parole e offese, giudizi e violenza erano diventati troppo per me questa volta.

Essere troppo nel 2000

Troppo vivace, troppo libera, troppo entusiasta, troppo positiva, troppo piena di idee, sempre troppo per l’uomo che diceva di amarmi. Forse anche vero, non discuto. Però era troppa anche la difficoltà a vivere quella relazione che era malata.

Mi sono sentita dire: che rompevo con tutte le mie robe, che dovevo accontentarmi, che era ora di darci un taglio con i libri. Mi sono sentita urlare tante parole di chi non riusciva ad andare oltre la normalità e gli stereotipi.

Altra frase che mi ha risuonato per tanto tempo come una campana che suonava a morto: non ti si sta dietro! Infatti, perché il posto è accanto. Se non si riesce a stare uno accanto all’altro allora? Allora si felice di stare dietro ma questo pochi uomini sanno farlo forse…e poi non si tratta di stare dietro, all’ombra. Si tratta di trovare il modo di stare accanto…in altro modo semplicemente. Senza invidie e risentimenti. Ugnuno nella coppia sceglie e decide di rallentare o accelerare , se e quando può, per stare accanto o indietro. l’uno può aspettare l’Altra e viceversa, sempre nel rispetto dell’evoluzione dell’altro. …che sia il caso di comunicAmare con l’altro/a?

In questo troppo delle relazioni di coppia ho rivisto gli schemi della mia famiglia di origine…ero troppo anche per mia madre…santa donna!! :-). ero troppo per mio zio! ero troppo anche per le persone della parrocchia.

Ero troppo vivace…troppo …e appunto quando il troppo è troppo uno/a se ne va.

Io a far la calza a testa bassa. Ennesima frase…quando presi le “valige ” e me ne andai: e adesso chi mi cucina?

LA tua mamma ti aspetta 100m da qui risposi…se il cordone ombelicale ancora è presente io nulla posso fare.

Così é stato !

Nelle relazioni in cui ci si sente ingabbiare se ne esce o così sento che dovrebbe essere.

In questi anni di lavoro su di me e con le mie clienti tanto mi sono confrontata con questo troppo vissuto e subito da donne. Donne di tanti tipi. Imprenditrici ed impegnate, mamme e figlie, compagne e fidanzate…queste sono tutte le etichette…dietro a queste ci sono delle persone che hanno subito che si lasciano vivere nel subire forme di violenza psicologica sottile…tarli che logorano i neuroni al punto che ti senti così sbagliata che vorresti farla finita.

Le catene si possono spezzare. Parola mia! Come dico sempre se ci sono riuscita io possono riuscirci tutte.

Cresciuta in una cultura ove insieme al latte mi hanno fatto bere la condanna di essere donna…se sono riuscita a venirne fuori io possiamo farcela e farcela tutte insieme!

Si impara con l’esempio e seguiamo gli esempi che abbiamo appreso fino a quando non ci svegliamo! Si cerca e si trova ciò che più assomiglia a quei modelli di riferimento che hanno permeato la nostra infanzia fino a quando non ce ne liberiamo!

Mi sento libera anche se libera ancora non sono …quanto meno vedo le trappole  nelle quali ancora scivolo e dalle quali mi rialzo ogni volta. La libertà NON è fare ciò che si vuole benSì vedere le proprie dipendenze e catene , accettarle e trasformarle.

Ringrazio quegli uomini che mi hanno usato , a vari livelli e con varie ferite, perché é grazie a loro che ho sentito il dolore della mia anima a rimanere in quelle gabbie. E ora ? Ora con la consapevolezza di aver fatto tanta strada e di averne almeno il doppio davanti, aiuto le donne e gli uomini a vivere la loro libertà possibile. Un approccio alla relazione di coppia sano e funzionale al benessere di corpo , mente e anima è possibile… Ci amiamo, ci comprendiamo, ci confrontiamo, ci rispettiamo e ci aiutiamo tutto l’anno.

Questa è la festa della Donna e dell’Uomo risvegliati.

Il Mimosa day è altro.

Importante rammentarlo per ciò che rappresenta…è un altro giorno della Memoria. Una memoria collettiva che però è importante che guardi avanti.

Momenti “no” si possono superare se sono semplicemente momenti si down. Se invece è un NO che nasce da dentro è il caso di ascoltarlo. Evitate per favore di stare per i figli…uscite con loro da quella porta.

Si può fare…parola mia…meglio mollare tutto e cambiare aria…ci saranno lacrime, dolori e sofferenze….ma lasciate quella gabbia che voi stesse avete cercato e trovato …uscite da quella gabbia prima che sia troppo tardi!

Raccogliamo giorni di luce e di libertà per una nuova esistenza, per spezzare tutte le catene che da mille e mille secoli creano schiavitù.

Cerchiamo spazi di cielo per dare vita ai nostri pensieri, ai nostri sogni, alle nostre speranze. Non vogliamo concessioni né per noi né per gli altri, solo desideri che possiamo realizzare.

Il posto che ci spetta ce lo meritiamo, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Le nostre forze, la nostra rettitudine e il nostro impegno sono la chiave di ogni donna, di ogni uomo…di ogni persona…ogni giorno. Che nessuna donna sia più disposta ad essere bambolina e mercanzia per alcuno e che nessun uomo, per potente che sia, possa comprarsi anima e corpo di alcun essere umano.

Il sorriso di una persona dura più di mille mimose

Vogliamo che a nessuno sia permesso di soffocare il coraggio, i sogni e la determinazione di chi, sempre nel rispetto degli altri, vuole essere padrone assoluto della propria vita. Vogliamo per tutti un confronto onesto e serio perché siano riconosciuti, finalmente, gli stessi diritti.

Menzogne e inganni non ci appartengono, né confondiamo mai l’amore con il possesso: “amare” vuole dire innanzitutto essere . Essere ed esprimere amorevolezza per se, per l’Altro…dare, donarsi; “amare” è il momento in cui “l’io si perde nel tu dell’altro mantenendo la propria essenza”.

Così, fianco a fianco, mano nella mano, ogni giorno, tutti i giorni dell’anno, festeggiamo l’8 marzo, e le mimose le lasciamo sull’albero.

Mano nella mano, uomini e donne, risvegliati e consapevoli ! Di questo sviluppiamo un perCorso con l’Ass. Hasya che prende il nome di “Sessualità Sacra”. Abbiamo schemi comportamentali, vere induzioni di pensiero che risalgono dall’infanzia e che se ci alleggeriamo di tutto ciò finalmente possiamo assaggiare la libertà.

Il sorriso di una persona dura più di mille mimose. Arrendersi mai!

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.

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