Benessere Globale, Consapevolezza

Il metodo Bates integra la visione psicosomatica

Curioso trovarsi a insegnare ciò che tu stai imparando.

L’insegnamento è il miglior modo per confrontarsi con i propri apprendimenti e con quanto realmente abbiamo fatto nostro nel perCorso di apprendimento. E’ quello che è accaduto in questi mesi.

Come va la tua vista?

Mi confronto da più anni con una visione in calo e con i miei occhi che  vedono in modo complementare. Cioè uno vede bene da vicino, l’altro vede bene da lontano, uno ha una buona visione in un modo e l’altro gli è complementare. Mi fa sorridere tutto ciò e d’altro canto mi confronto già da quando avevo 12 anni con la questione occhiali. Risolvo brillantemente non portandoli.

Le lenti a contatto mi fanno venire l’orticaria a metterle e toglierle poi non ne parliamo.

Usare tutti questi artifizi per vedere in modo perfetto, così mi hanno detto negli anni oculisti e ottici per convincermi ad accettare la protesi ottica, mi ha sempre generato irritazione….come puoi correre, vivere, saltare, prendere la pioggia e gioire della vita con questi tric e ballac addosso?

Potrei sembrare eccessiva, però se tutte le volte che metti il casco devi prima toglierti gli occhiali oppure in certe stagioni ti ci vuole il tergicristallo…be insomma…lo avrete capito….io e gli occhiali siamo due mondi!!

Per me il senso è che vedo bene anche senza occhiali. Il senso è che tante volte il sentire mi aiuta a vedere ciò che non è visibile agli occhi. C’è che tante volte cammino a occhi chiusi.

Li uso al pc. Si. per agevolare la focalizzazione sul lavoro e concludere prima le attività a video.

Cosa servono a me gli occhiali?

Li uso più da cerchietto per i capelli che altro. Ahahah

Tutto ciò me lo sono andata a vedere per agevolare consapevolezze in me e per le persone che si rivolgono a me come counselor.

Nel percorso di consapevolezza visiva ho avvicinato il Metodo Bates e approcciato il tutto anche nell’ottica della visione secondo la psicosomatica. Questo per me, per la mia miglior qualità di vita.

E poi? E poi mi arriva una telefonata di Ilhem Gherbi – consulente di Metamedicina. Una telefonata piacevole quanto inaspettata che mi propone di affiancarci in una esperienza innovativa come quella di valorizzare il metodo Bates e la Metamedicina integrandone le esperienze.

E così prende corpo questa fantastica esperienza rivolta a tutti coloro i quali vogliono approfondire come gestire la propria vista per migliorarla con un approccio differente dal solito occhiale o che vuole integrare l’uso degli occhiali con nuove consapevolezze e insight sulla propria visione della vita e del futuro.

Ecco cosa abbiamo infatti promosso nell’esperienza tenuta il 21 e 22 Ottobre a Boario terme nella piacevole cornice dell’Hotel Charme.

Siamo stati bene e baciati dal sole abbiamo potuto fare gli esercizi del metodo Bates direttamente al sole come indicato dal metodo stesso.

Tre esercizi pratici del metodo Bates?

  • Il palming è una sorta di riposo oculare. Consiste nel chiudere gli occhi e coprirli con il palmo di una mano. Solo chi vede un nero perfetto durante il palming può definirsi esente da problemi di vista.
  • Lo Shifting/Swinging è un esercizio di dondolio e oscillazione: consiste nel fissare alcuni caratteri scritti su un pannello facendo oscillare la testa.
  • il Sunning consiste nell’esposizione alla luce solare. Addirittura Bates consigliava in di guardare il sole per periodi prolungati. Questo perché, secondo il medico statunitense, gli occhi sarebbero infatti gli organi della luce, per cui quest’ultima sarebbe loro necessaria. In realtà si fa in modo saggio e attento con la palpebra calata. Non necessitiamo di così elevata forza luminosa per agevolare il ripristino del benessere dei nostri occhi, quindi sotto la direzione di Giorgio e Giuliana l’esperienza è stata condotta saggiamente a occhi chiusi.

Questo metodo si basa su pochi quanto chiari step di riattivazione o sostegno alla riattivazione dei muscoli retinici in un modo fisiologicamente corretto di utilizzare tutte le componenti del sistema visivo per recuperare una funzionalità visiva proporzionata al reale stato anatomo – fisiologico degli occhi.

I 3 step della Vista in chiave psicosomatica

Il metodo Bates

Questo metodo si prefigge di agevolare il miglioramento di  alcuni difetti visivi, considerati solitamente risolvibili esclusivamente con correzioni strumentali o operazioni laser,  mediante specifici esercizi e tecniche. Li chiamerei più giocosamente esperienze ludiche e allenamenti. Tutto ciò in modo semplice ed autogestito e alla luce del sole.

Alla base, il metodo Bates ritiene inutile, e alle volte dannoso, l’utilizzo di occhiali e di interventi chirurgici per la risoluzione di problemi visivi in quanto, secondo Bates, ideatore del metodo, ogni soggetto che inizia a portare gli occhiali incorre inesorabilmente in un peggioramento della propria visione. Secondo la sua tesi, tuttora priva di riscontri scientifici, i nostri occhi verrebbero male utilizzati in seguito all’erronea idea che per vedere meglio è necessario uno sforzo o la concentrazione. Proprio nella parola sforzo troviamo la chiave per approcciarci con leggerezza ad un percorso di conoscenza e consapevolezza individuale che porta ad esplorare se stessi e le proprie credenze.

Bates inoltre ipotizzava un ruolo funzionale della memoria e dell’immaginazione, più importanti della luce stessa nel fenomeno della visione e come vedremo negli step successivi di questo articolo ne possiamo esplorare le possibilità e le implicazioni emotive e psicosomatiche.

Psicosomatica

Secondo il metodo Bates, la causa fondamentale dei problemi di tipo visivo sarebbe la tensione o  lo sforzo per vedere. La perdita di una normale visione sarebbe dovuta allo stress o, in alcuni casi specifici, a dei traumi psicologici. Il metodo Bates si propone di recuperare il corretto utilizzo della vista, andando a intervenire sul rilassamento dei muscoli oculari tramite degli esercizi quotidiani.

Si tratta in sostanza di una vera e propria rieducazione muscolare.

Eliminare la tensione, causa dei problemi di vista è l’intento dell’esperienza. E qui entra in campo la psicosomatica, la consapevolezza corporea e la gestione dello stress.

Abbiamo esplorato guidati da una visualizzazione le tracce e le memorie delle tensioni per avvicinarci ad un maggior sentire delle nostre ferite sul tema della visione grazie alla professionalità in campo psicosomatico di Ilhem Gherbi e di me medesima. Entrambe lavoriamo da anni con l’approccio di consapevolezza legato al senso che ogni sintomo è un messaggio come trasmessoci da Claudia Rainville.

Mappa della Visione

Proprio perché Bates  ipotizzava un ruolo funzionale della memoria e dell’immaginazione, abbiamo arricchito l’esperienza del corso Bates con un bel lavoro di riattivazione e potenziamento della capacità di vedere dentro e fuori di sè.

Aprirsi alle infinite possibilità dell’esistenza, aprirsi all’ascolto dei propri desideri e bisogni porta distensione e  allenta lo sforzo del cercare di vedere ciò che si desidera ma la cui visione ci genera disagi profondi e paure.

Perché tutto ciò?

Perché potremmo ritenere di non meritare o di non essere abbastanza per ricevere. Tutto ciò ci mette in sforzo e in movimento verso altre vie dettate dalle nostre credenze e convinzioni. E se ci mettessimo in altre visioni e credenze?

Questo è stato attraverso l’esperienza della Mappa della visione che in tanti anni ha agevolato il cambiamento in centinaia di persone.

E’ stato bello sentire affermazioni come: “Ora ho una visione più ampia” oppure “Vedo meglio il mio futuro ora.“, o ancora: “Non avrei mai immaginato di poter avere una visione più limpida con questo esercizio.

Tutto ciò è stato possibile dalla collaborazione di 4 professionisti quali Giorgio Ferrario e Giuliana Gatti ( insegnanti Metodo Bates), e  Ilhem Gherbi e io ( professionisti della relazione d’aiuto).

 

Gruppo al completo

 

Copyright dei contenuti e della dispensa distribuita, nonché dei metodi usati, dei professionisti in possesso delle rispettive licenze di esercizio e uso di relativi materiali.

L’iniziativa è stata gestita da Redefine Vision srl in collaborazione con Scuola Bates Italia, Ilhem Gherbi e Claudia Poppi.

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.

Comments (2)

  1. catia:

    Ciao carissima,
    ho letto con interesse il tuo articolo sul Metodo Bates.

    Dato che lo “sento mio”, a questo metodo mi ero già interessata in passato (ho letto il libro, ho preso anche quello delle favole x bambini, ho comprato gli occhiali, …).

    Però devo essere sincera: ho fatto fatica ad “ingranare”, a capire quali esercizi dovrei fare ogni giorno (mica posso farli tutti) e quindi è tutto naufragato. A volte uso gli stenopeici per leggere, ma raramente.

    Avrei bisogno di un incontro (o due) personalizzato, o anche di un semplice seminario di una sera, di qualcosa di pratico insomma (io adoro leggere, ma quel libro mi sembra una noia mortale!) … ho cercato online, ma mi sembra di capire che su Bologna non ci sia molta attività, al momento.

    Sapresti consigliarmi qualche specialista in zona?

    Grazie mille!

    1. Claudia Poppi:

      Lieta di tutto . Troverai Giorgio e Giuliana disponibilissimi a suggerirti modalità e tempi per agevolare il tuo cammino. Giorgio sta già provvedendo spero a risponderti in privato. 🙂

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