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La sostenibilità nelle parole delle 100 donne più potenti


Qualche mese fa è uscita la classifica di Forbes delle 100 donne più potenti al mondo del 2018.
Donne molto diverse tra loro da vari punti di vista. Sia in termini di personalità, background o per il settore in cui agiscono.

100 donne con storie diverse, che hanno una cosa in comune.

Cosa possiamo imparare sulla sostenibilità dalle donne più potenti al mondo?

Sono riuscite a raggiungere i propri obiettivi, anche sfidando le strutture di potere e generando un impatto duraturo con effetti per chi verrà dopo di loro.

Cosa possiamo quindi imparare da queste incredibili donne?

La risposta l’ho trovata in un articolo molto interessante di Sophie Poulsen di cui 3 punti mi hanno particolarmente colpita:

1) Non dobbiamo avere paura di prendere decisioni coraggiose, anche nell’incertezza.

Questo impariamo da Angela Merkel che, nel discorso di fine anno del 2018, ha invitato i leader mondiali a prendere in considerazione gli interessi di tutti riguardo ai cambiamenti climatici, alle migrazioni e al terrorismo internazionale.

In uno scenario così incerto e complesso, la cancelliera tedesca non si è tirata indietro, ma anzi sostiene che “dobbiamo trasmettere, difendere e lottare più duramente per i nostri valori”.

2) Sosteniamo le altre donne e troveremo forza nella collaborazione.

Questo impariamo dalla CEO di IBM, Ginni Rometty: grazie alla sua guida, l’azienda ha senza dubbio aumentato il proprio impegno nel sostegno della diversità e dell’inclusione.

Tra le varie cose, Ginni ha ad esempio attivato un programma che facilita il ritorno delle donne nel mondo del lavoro.

L’atteggiamento di Ginni Rometty, così come quello di tante altre donne, dimostra come non sia sempre vera la famosa teoria dell’ape regina, secondo la quale una donna, in posizione di autorità in un ambiente maschile, tratti i subordinati più duramente se sono donne.
L’esempio di Ginni ci ispira a collaborare, a sostenere le altre donne, perché insieme siamo più forti e i risultati sono migliori.

Alcuni recenti studi hanno infatti dimostrato che più donne ci sono a ricoprire il ruolo di leader, migliore è la performance finanziaria delle realtà in cui operano.

3) L’empatia e la vulnerabilità non sono una debolezza, ma il nostro più grande punto di forza.

Questo impariamo dal Primo Ministro Neozelandese, Jacinda Ardern (una delle donne che stimo di più in assoluto – pensate che è salita al governo a 37 anni, diventando la più giovane donna a capo di un governo al mondo).

Jacinda si è impegnata fin da subito a creare “un governo più empatico e forte”. Ha dimostrato più volte la sua compassione e umiltà, includendo il benessere dei cittadini come misura del successo economico e criticando aspramente ogni tipo di discriminazione e sopruso.

Il mondo ha bisogno di una rivoluzione empatica, e noi donne la faremo accadere.

Se queste donne sono riuscite ad arrivare dove volevano, talvolta addirittura sovvertendo quelle che sono le credenze comunemente condivise, allora possiamo farcela anche noi.

Possiamo diventare determinate come Angela Merkel, compassionevoli come Jacinda Ardern e possiamo imparare a sostenere le altre donne come Ginni Rometty.

Come dice la famosa tennista Serena Williams: “Puoi diventare chiunque tu voglia essere”

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.