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Come facilitare la job rotation in azienda

Spesso leggo che le risorse umane dei vari settori devono, sopratutto devono, essere disposte ad accettare cambi di mansioni, trasferimenti di sede e di posizione.

Questo innesca giusto un pò di orticaria a me che ho la passione per la trasformazione consapevole dei ruoli e delle mansioni.

Questo “devono” è importante in quanto una spintarella spesso è necessario, d’altra parte è anche importante che ne venga trasformato il peso, cioè che si trasformi. Ciò che cala dall’alto risulta pesante per tutti. Inutile indorare pillole. Quando all’interno dell’azienda si guarda alla job rotation come un “devono” siamo proprio sulla strada più che sbagliata.

In che modo la job rotation può veicolare esperienze nutrienti che permettano una trasformazione del clima aziendale e della produttività se partiamo con un “devono”?

Ai collaboratori di accumulare velocemente una buona esperienza in funzioni diverse ed in svariati settori interessa? Quanto interessa? Quanto negli anni si è mantenuta alta la curiosità e stimolata la percezione di quanto sia importante la facilitazione di un apprendimento continuo e permanente?

Grazie a sfide sempre diverse, la rotazione del personale consente ai collaboratori di perfezionare le proprie capacità (sapere, saper fare, saper essere).

Ora propongo la definizione del sole 24 Ore di Job Rotation che dice  “La Job Rotation é una strategia aziendale, adottata soprattutto da grandi imprese, che prevede la possibilità di spostare periodicamente i dipendenti in diversi settori evitando l’assegnazione di mansioni predeterminate. La rotazione consente di conoscere le varie fasi del processo produttivo aziendale nell’ottica di una visione globale dei problemi che si possono manifestare, a livello di relazioni umane e a livello operativo”. 

Ora propongo la definizione dell’ Università delle Persone:

La job rotation è una strategia di management la quale mediante lo spostamento verticale ed orizzontale dei lavoratori in una organizzazione permette di:

  •   Scoprire e sviluppare il talento
  •   Riqualificare il personale
  •   Garantire la possibilità di esprimersi.

Quale job rotation tra le umane risorse?

Se teniamo stretti i devono, ci rivolgiamo dall’alto ai lavoratori e poi ci riempiamo la bocca di risorse umane qualcosa ha bisogno di essere rivisto.

I processi efficienti in azienda sono quelli in grado di trasformare la materia prima disponibile, le persone, nel miglior lavoratore possibile che esse possono diventare. Nelle scuole, dove si tende a far progredire solo chi ottiene risultati in linea con quelli previsti dai programmi ministeriali lasciando indietro gli altri.

Metto accanto il mondo del lavoro e il mondo della scuola anche perchè il tandem lavoro scuola crea tam tam , scusate il gioco delle parole, perchè oggi come oggi strettamente correlati e volutamente tenuti insieme anche dalle direttive europee.

Il successo di una organizzazione dipende dalla capacità che essa ha di riconoscere e agevolare le proprie risorse a manifestare sempre più le potenzialità. Potenzialità, talenti, passioni di tutti i lavoratori in essa presenti e con effetto domino tra tutti gli stakeholders con beneficio per la comunità tutta.

La job rotation esprime una mentalità aperta, curiosa e che guarda all’innovazione (per esempio mediante l’impiego di smart office) ed una attenzione e formazione ad un buon clima aziendale. Queste sono alcune tra le strategie che possano permettere di raggiungere il vantaggio competitivo dell’impresa.

Tutto ciò è testimoniato dalle esperienze di Philip Morris e di Rabobank.

La “Job rotation” è una politica che le aziende adottano per consentire ai collaboratori in crescita di svilupparsi attraverso esperienze in ruoli diversi in vista di incarichi superiori.

O viene adottata soprattutto in favore di giovani impiegati, individuati come “Alti potenziali”? E qui inneschiamo la riflessione sui talenti.

I vorrei proporre la visione che mi arriva da una frase che ci arriva dal popolo degli Indiani d’America e può esserci utile per ammorbidire quel fraseggio più o meno sotterraneo presente in azienda che suona un pò così:

Lui ha un lavoro più semplice…oppure…nel nostro ufficio tocca emore a me sbrigare le rogne…ancora…lei schiva sempre le rogne….a quelli dell’altro team si che la fanno facile, provassero i nostri compiti….e se volete continuo! 🙂

Queste frasi serpeggianti che suonano come un vero lamenting ( leggi QUI altro articolo in merito) minano le relazioni collaborative e tengono la mente dei collaboratori impegnata du livelli di pensiero veramente disfunzionali.

Come trasformare e facilitare la trasformAzione?

Ecco la frase chiave per agevolare collaborazione e trasformAzione in azienda e nella vita personale dei collaboratori:

 “Prima di giudicare una persona cammina nei suoi mocassini per tre lune” – proverbio degli Indiani d’America

Vorrei ricordarle che gestire le risorse umane puntando alla formazione e alla crescita è un “must” insopprimibile che comprende l’esempio , l’umiltà e la passione per il lavoro ben fatto. Avviare il processo di accoglienza dell’approccio che la job rotation promuove non DEVE calare dall’alto benSì essere agevolato come occasione di consapevolezza. Tutto ciò è possibile.

Inutile a mio avviso decantare lodi della job rotation, saranno sempre lodi tessute da responsabili aziendali e verranno automaticamente percepite come azioni di esclusivo beneficio aziendale e molte persone attiveranno automaticamente dei freni interiori. Altre persone percepiranno dentro di se delle emozioni di precarietà perché potranno emergere dall’esperienza le sue personali lacune, e via a seguire per trovare anche chi sarà lieto di iniziare fin da subito generando nel gruppo una certa ….

Come la Job rotation aiuta il business?

CoGenerare pool di collaboratori, meglio immaginare che potranno emergere nuovi team con affinità di pensiero e qualificati in grado di soddisfare più di una funzione all’interno della struttura aziendale. Uno scenario stimolante che nuove la creatività e la creatività fa bene al profitto dell’azienda dando beneficio a collaboratori e in azienda si respira meglio.

Avete presente l’altro detto “impara l’arte e mettila da parte”? Vorrei vederla anche così, si perchècon rotazione delle mansioni, l’idea è che esponendo i collaboratori ad una più ampia gamma di funzioni all’interno dell’azienda si rende possibile per quegli di diventare abili e responsabili nell’esecuzione in diversi ruoli diversi. 

Programmi di questo tipo possono fornire benefici immediati e a lungo termine per i dipendenti. Nel breve periodo, i dipendenti che vengono generalmente assegnati compiti che sono un po ‘ ripetitivi possono essere forniti con la possibilità di fare qualcosa di diverso. Questo a sua volta aiuta a ridurre l’incidenza di noia sul lavoro che a volte può avere un effetto negativo della produttività. Allo stesso tempo, il dipendente è probabile a sentire un senso di orgoglio per essere stato selezionato per il cross-training, percepire la rotazione di lavoro come un voto di fiducia da parte del datore di lavoro. 
A lungo termine, la strategia di rotazione di lavoro consente ai dipendenti di capire il funzionamento delle società in misura maggiore. Questo può aiutare i dipendenti a determinare se esistono altri ruoli all’interno della società che credono di che poter gestire con competenza. Poiché la croce-formazione contribuisce a fornire l’esperienza pratica e sfondo richiesto, questo può portare a promozioni che forniscono il più alto reddito ed eventualmente ulteriori benefici. 
I datori di lavoro, inoltre, beneficiare utilizzando un processo di rotazione del lavoro. Quando la rotazione comporta il dipendente destro cross-training per una posizione lui o lei è capace di fare, il risultato finale è un aumento nella piscina generale di competenza all’interno dell’azienda. Questo aiuta a proteggere l’azienda dai problemi che derivano dalla perdita improvvisa di un dipendente prezioso, poiché il regime di rotazione ha assicurato che almeno alcuni dipendenti possono entrare il posto vacante e svolgere in modo adeguato. Dal promozione da dentro aiuta a ridurre al minimo le spese di assunzione e formazione del personale da fuori la struttura dell’azienda, il flusso di produzione è destinato a rimanere relativamente indisturbata. 
Mentre ci sono una serie di vantaggi per tutti gli interessati, ci sono anche alcuni svantaggi potenziali di job rotation. Scarsa scelta di candidati per cross-training può avere un impatto negativo sulla produttività, che serve a minare la fiducia dei dipendenti e possibilmente causando loro di dubbio le loro capacità. Quando usato in eccesso, l’approccio può chiudere efficacemente determinate posizioni per nuove assunzioni, che possono anche arginare il flusso di approcci nuovi e creativi che beneficerebbero in definitiva il business. 

Tra i lavoratori si respira una certa positività sull’argomento: il 38,8% degli intervistati individua infatti nella flessibilità un’opportunità da cogliere per ampliare il ventaglio delle proprie competenze lavorative; il 15,9% la vede invece come una sfida per un continuo miglioramento di se stesso e il 12,4% come un impegno costante per una formazione continua. Non mancano, naturalmente, opinioni negative: per il 16,4% la flessibilità è solo una fonte di ansia, mentre l’8,9% la vive come un vincolo alla crescita professionale. Il 7,6%, infine, è messo in difficoltà dai continui cambiamenti nel lavoro.

E, secondo gran parte del campione intervistato (43,6%), è proprio l’adattabilità al cambiamento la capacità più utile per muoversi con successo in un mercato del lavoro flessibile. A seguire nella classifica delle qualità imprescindibili del lavoratore flessibile, troviamo l’apertura mentale (18,6%) e l’orientamento ad un continuo aggiornamento professionale (11,6%). In uno scenario dinamico e in continua evoluzione guadagna sempre più importanza la buona gestione dello stress, individuata come qualità fondamentale del lavoratore moderno dall’8,3% degli intervistati.

Le forme di cambiamento più apprezzate tra quelle proposte dalle aziende, sono la Job Rotation (39%), consistente in cambiamenti periodici di ruolo che permettono di conoscere la realtà aziendale a 360° gradi, e i corsi di formazione (34,7%). Meno apprezzati il passaggio da dipendente con obbligo di presenza quotidiana a gestione autonoma del tempo (16,6%) e i cambiamenti di sede (5.7%).

Abbastanza buone dunque le opinioni dei lavoratori, anche se il 36,3% degli intervistati non crede nelle potenzialità della flessibilità sul lavoro, ritenendo che i cambiamenti impattino solo sulle modalità contrattuali delle aziende.

Come la Job rotation aiuta il pianeta?

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.