Alimentazione, BioDieta, sostenibilità

Insulina e sostenibilità nel 21° secolo

Lo zucchero nuoce gravemente alla salute…e l’insulina ?

Non è sostenibile per il pianeta intero l’incessante aumento delle malattie dismetaboliche tra cui spicca il diabete. L’esperienza denominata “sugar blues” parla chiaro di come l’alimentazione incida su ansia e depressione e leghi in modo indissolubile la persona ad una sostanza, glucosio o insulina che sia.

Il passaggio successivo, a seconda della tipologia di persona, stili di vita, è la dipendenza da insulina, quella chimica prodotta nei laboratori delle case farmaceutiche.

Insulina e case farmaceutiche

Secondo uno studio del Journal of the American Medical Association degli Stati Uniti un paziente diabetico su 4 ammette di ridursi l’insulina perchè è troppo costosa.

Il libro Sugar Blues   o “mal di zucchero” è un libro che lessi ormai 25 anni addietro e che mi colpì profondamente al punto da gettare letteralmente nel water lo zucchero che tenevo n casa e che mi fece scegliere di realizzare il digiuno più lungo della mia vita, per ora…:-), 15 gg per l’esattezza!

E’ un libro sconvolgente che ti accende consapevolezze rispetto alla “Dipendenza da Zucchero”, mantenendo dolce la vita, e a riscoprirti più sano e più leggero. Per dipendenza intendo che, almeno per me, è stata l’occasione di consapevolezza per vivere e sentire che non solo le catene possono ingabbiare ma altrettanto potere hanno le abitudini tanto più quelle alimentari.

L’abitudine alimentare innesca meccanismi biochimici molto sottili che avviluppano lentamente e che condizionano a tal punto da cambiare il carattere e comportamento della persona.

Il genere musicale blues cosa vi evoca? Africani in america presi dal blues…malinconia , tristezza….Può succedere, dopo il parto, di sentirsi tristi, un po’ giù: probabilmente è il baby blues, una lieve forma di tristezza, temporanea e considerata non patologica. Altre volte, questa tristezza può diventare sempre più intensa e duratura. Si parla allora di depressione post partovera e propria, che può manifestarsi a vari livelli di gravità fino ad arrivare alla psicosi post parto, la forma più grave.

Se siete grassi, se soffrite di emicranie, di ipoglicemie o di acne, e alcuni livelli di depressione ecco che abbiamo dei buoni elementi per iniziare a credere che. proprio come l’oppio, la morfina e l’eroina, lo zucchero abbia intossicato l’organismo e prendendone le distanze si evidenzia il grado di dipendenza…dagli esempi sopra…malinconia da casa – Africa o dal piccolino nato che ora è reale con esigenze reali che non si riesce a collocare nel mondo creato nell’immaginario della mamma che non riesce a stare e a trovarsi nella nuova dimensione.

Blues = depressione per il “vecchio” mondo e si ha difficoltà a entrare nel cambiamento.

Forse esagero a definire lo zucchero una droga distruttiva, però oggettivamente dà assuefazione. Leggi il libro Sugar Blues e poi parliamone insieme.

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Ne consumiamo ogni giorno veramente tanti di zuccheri …che siano troppi? tanto che in base agli studi medici tutta la società è prediabetica: “Il diabete è senza dubbio la malattia più diffusa in Italia, avendo raggiunto una prevalenza superiore al 4% con una netta tendenza verso un progressivo incremento nel tempo”.

Questo libro autobiografico, che ripercorre la storia personale dell’autore e quella dell’uomo nei secoli, è l’aiuto che cercavate per superare la Tossicodipendenza da Zucchero e ritrovare la salute e la gioia di vivere senza malesseri continui (in particolare emicranie). E’ un forte atta di accusa alla congiura economica e sociale che si è andata formando nel tempo a nostro danno.

E fino a quando si tratta di tossicodipendenza da zucchero potremmo ritenere che sia nella norma. E se dietro tutto ciò ci fosse un disegno amplio e condizionante con forti ripercussioni sui trend dei  consumi e sulle economie delle case farmaceutiche?

E’ un atto di consapevolezza che compiamo per la nostra autonomia personale, mentale e corporea. E’alimentAzione.

Scelte alimentari e di stili di vita in armonia rendono nel tempo risultati sostenibili per la persona e per la comunità.

Lo zucchero cambia e genera alterazioni comportamentali.

In tutto questo la figura del coach della salute, health coach, è una figura che sempre più entra come supporto del cambiamento alimentare di persone affette da malattie dismetaboliche come diabte e alterazione della colesterolemia, risulta essere una chiave importante per la consapevolezza alimentare. Importante sarebbe sempre prevenire e invece ci riduciamo, spesso troppo tardi, a curare.

Curare senza insulina si può

E’ possibile per una persona che si “risveglia”. Andando oltre le economiche e mentali si può approcciare il tema della dipendenza da zucchero, allontanando il tema insulina, e intraprendere un percorso. E tutti gli altri? 

Dipendono.

Dipendono dai biscotti e potranno dipendere dall’insulina. E se non c’è l’insulina? Si muore.

Si muore per mancanza di insulina ?

Si. Si muore perché uso e abuso di prodotti con presenza di glucidi, pasta, biscotti, pizza, creaker, bibite, patatine, merendine ecc anestetizzano pericolosamente l’essenza della persona, la uccidono lentamente uccidendo la sua vera natura.

Si muore per il costo dell’insulina. Si muore a poco a poco perché per affrontare le spese sanitarie si muore ogni giorno un po’. Si muore ogni giorno per doversi sottoporre a dialisi.

Tante sono le cause per le quali è necessario l’uso di insulina. Se escludiamo però motivi organici, di danno biologico, malattie croniche dalla nascita o altre patologie specifiche, gli studi scientifici ci dicono che tutto il resto è conseguenza grave ed irresponsabile di cattive abitudini alimentari.

Possiamo quindi evitare tutto ciò. L’informazione e la formazione rendono servizio a tutto ciò. Entrambe queste azioni dovrebbero essere inseriti in piani aziendali per agevolare le persone ormai adulte, a decidere in modo consapevole e rendere le proprie scelte passi sostenibili per la propria e altrui libertà.

Ricordo comunque, e ci tengo a precisarlo ancora una volta, che non possiamo portare nessuno la dove non siamo stati prima noi. Allora, nessuna formazione universitaria, a mio avviso , potrà dare la formazione necessaria se l’operatore non ha realizzato un proprio percorso di consapevolezza alimentare che passi per esperienze di cambiamento di modelli alimentari ormai definibili dannosi. Ti serve un aiuto in tutto questo?

Claudia Poppi

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.