Alimentazione, BioDieta

il gusto del cappuccino che fa bene

C’è un cappuccino che fa bene al cuore, all’umore e al gusto.

Ora vi presento gli ingredienti:

1/4 tz anacardi, ammollati da qualche ora naturalmente

1 Cucchiaio cacao

1 cucchiaino di maca

1 cucchiaino di vanilla

1 Cucchiaio sciroppo di agave

pizzico sale

1 Cucchiaio di olio di cocco

1 Tazza acqua

Frullare tutti gli ingredienti in un frullatore a bicchiere ad alta velocità, in modo da intiepidire il

mix quindi anche il cappuccino. Aggiungere per ultimo l’olio di cocco anche non sciolto, il processo di

frullatura ci darà la schiuma e lo scalderà.

VIDEO

Vale come intenso tonificante, fa bene a cuore, rilassa e stimola allo tesso tempo e sostiene l’energia e il buonUmore.

Per molti il cappuccino è una bevanda sfiziosa, da compagnia. E’ sinonimo di pausa e per qualcuno il cappuccino è occasione di trasgressione. Ognuno, come sempre, ha il suo vissuto.

Da dove nasce e cosa centra il cappuccino con l’AlimentAzione?

Inizio dalla seconda domanda. Vi propongo infatti una ricetta semplice e immediata per una pausa o per il momento del risveglio all’insegna dell’energia per una miglior azione nella vostra giornata senza innervosire pancreas e fegato. Un cappuccino così non lo avete mai bevuto.

E ora torno alla prima domanda.

Da dove origina il nome di questa bevanda?

Nasce dalla cappa dei sai indossati dai monaci cappuccini appunto.
Il movimento riformista nato dalla corrente francescana, ispirati e predicatori per una vita modesta per il duro lavoro. Si riconoscevano per il loro abbagliamento grossolano e per la barba lunga. Il marrone delle tuniche dei monaci e il colore delle tazze di caffè mescolato col latte o dalla crema sono tra loro collegati. Come colore e null’altro.

In Italia, la parola cappuccino si usava per chiamare il caffè negli anni ’30 del novecento, infatti uno scrittore francese parlò di “cappuccino” in un suo racconto pubblicato nel 1937 e il quotidiano La Stampa di Torino scrisse la stessa parola in un articolo pubblicato nel 1939.

Una delle ipotesi più accreditata è quella di ricollegare l’origine della parola al monaco cappuccino Marco D’Aviano, che dal 1680, fu confidente dell’imperatore austriaco Leopoldo I.

Interessante che Il primo locale dedicato al consumo di caffè a Vienna apparì l’anno in cui il monaco italiano arrivò in Austria. Era chiamato “kapuziner” quando Wilhelm Tissot, uno scrittore tedesco, pubblicò la prima ricetta ufficiale nel 1790, del “Kapuzinerkaffe” (caffè cappuccino).

Gli esperti italiani concordano sul fatto che i tedeschi abbiano coniato il termine e lo usino per definire in realtà il caffè Rimane che  il cappuccino è una bevanda italiana e hanno ragione.

Il cappuccino moderno è il risultato degli sviluppi nel corso del XX secolo da macchine per caffè espresso, che riscaldano il latte e producono schiuma, per il quale gli amanti del caffè dovrebbero essere eternamente grati agli italiani. D’altra parte il cappuccino è una bevanda pesante e impegnativa per la combinazione dei suoi ingredienti sia per le conseguenze biochimiche che si innescano nel nostro corpo.

Se volete sperimentare un gusto intenso, profumato e naturale vi invito a questo link per sperimentare un gusto delizioso di cappuccino senza andare al bar.

Provare per credere e buona alimentAzione

Claudia Poppi Counselor Nutrizionale

 

 

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.

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