Comunicazione che nutre

Empatia: strada di guarigione

Empatia: strada di guarigione per l’individuo e per la società

…e che strada!

L’ascolto consapevole muove tante cose…rassicura l’altro e permette a noi che ascoltiamo, amici, terapeuti o counsellor che si possa essere, a sentire dentro di noi se quel tema è per noi un tema “risolto” o che ancora abbiamo delle energie scese…rabbia, risentimento, ecc images-7

Grande occasione di crescita è l’ascolto!

•  L’empatia è una capacità, una facoltà di cui siamo tutti dotati a livello di circuiti neuronali, chiamati sistemi specchio, che spiegano perché siamo automaticamente in relazione con gli altri e in grado di rispecchiarne sentimenti ed emozioni.

•  L’empatia ha a che vedere con il sentire, oltre con il cervello,  del cuore. L’empatia, lo dice la parola stessa, che viene dal greco, ha a che vedere col sentire, col mondo delle emozioni. Non si può decidere a livello puramente intellettuale di essere empatici. Si ‘sente’ qualcosa, nella forma, appunto, di un sentire, che porta verso l’altro. Spesso si empatizza senza saperlo.

•  L’empatia va oltre la ‘compassione’, quella trasmissione di sentimenti che avviene molto naturalmente, per esempio, nel momento in cui si vede una persona ferita e ci si sente immediatamente presi dalla sua sofferenza. Questo è un gesto umano che sta alla base della solidarietà, dell’aiuto del prossimo. Però non è precisamente l’empatia.

•  L’empatia è un sentimento decisivo in quanto fa sicuramente parte di una famiglia di sentimenti decisivi per la vita individuale, per la vita collettiva. L’amicizia, l’amore, la simpatia, la compassione, l’aiuto, la solidarietà, l’altruismo. Tuttavia, l’empatia rappresenta piuttosto il fondamento, che garantisce l’autenticità di tutte queste forme di partecipazione al destino degli altri. È un fondamento che fa sì che possano essere autentiche anche le forme di dedizione, di sacrificio e altruismo.images-5

•  L’empatia, in altre parole, è quella capacità di rendersi conto, di prendere atto del valore dell’esistenza dell’altro. Questo gesto di riconoscimento dell’esistenza dell’altro, della sua presenza accanto a me nel mondo, di per sé è importantissimo e non dipende assolutamente da una conoscenza intellettuale. Significa ammettere e riconoscere la presenza dell’altro come persona dotata di una sensibilità, che ha una sua storia, che posso anche non arrivare a conoscere ma che, in qualche modo, mi concerne, mi riguarda, mi interessa.

•  Noi siamo sempre insieme agli altri, gli altri sono sempre insieme a noi, tanto che spesso abbiamo contatti ravvicinati che sono fastidiosi, come per esempio nella metropolitana. Dove si è a contatto strettissimo con una quantità di persone; però questo trovarsi a stretto contatto con gli altri non vuole affatto dire essere in relazione empatica con loro: nemmeno li si guarda negli occhi, piuttosto si evita il loro sguardo. È facile anzi che si abbia persino paura di incrociare lo sguardo dell’altro.

•  Quindi, essere sempre con gli altri, in contatto con gli altri, o sempre “connessi” attraverso la rete, o attraverso i mass media che ci rendono partecipi quotidianamente, spesso in tempo reale, delle vite, degli affanni e anche delle gioie di tante persone, le più diverse da noi, non favorisce di per sé la comunicazione o la partecipazione al loro destino, o anche semplicemente il desiderio di capire come un altro sente, pensa e desidera.

•  L’empatia è un incontro e dovrebbe essere  fisico per consentire uno scambio di sensazioni. Può essere semplicemente visivo: un’immagine alla televisione di un volto scavato, di un ragazzino che è malato e non ha da mangiare, di un anziano abbandonato. Anche il sentire, però, può coinvolgere, o l’ascoltare, il contatto fisico.

•  Non è facile avere incontri empatici in una società molto complessa come la nostra, in cui spesso si hanno scambi puramente formali e ci si trincera dietro la relazione professionale senza andare oltre.

•  Una società tuttavia non va avanti soltanto attraverso la produzione di beni, di merci oppure di idee, per quanto geniali. Una società si nutre anche di relazioni autentiche. Se impiega le sue energie per rendere queste relazioni produttive e importanti per tutti, allora cresce e si può sperare che migliori.

•  L’empatia è una capacità di cui tutti siamo dotati, non abbastanza, che bisogna perciò allenare, esercitare. Solo esercitandosi a questo tipo di coinvolgimento, di interesse e di valorizzazione dell’esistenza di altre persone diversissime da noi, con le quali forse è un po’ difficile avere un dialogo, si possono rendere solidi e autentici tutti i gesti di solidarietà e altruismo e la nostra vita stessa ne guadagnerà in solidità.

Claudia in riflessione sull’intervento della prof. Bella con voi

Altro articolo sulla empatia?…qui e di questa esperienza di allenamento ne sviluppo contenuti e laboratori in eventi che trovi qui 

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.