Benessere Globale, Comunicazione che nutre, Sessualità Olistica

“Donne, educate i vostri uomini”

L’intervista alla spagnola Miriam Subirana, autrice di Complici. Liberi dai rapporti di dipendenza

di Laura Pezzino

LiberAzione…!

In tempi di femminicidio conclamato (tra donne annegate nel Po o uccise mentre accompagnano i figli a scuola o picchiate perché manifestano contro la violenza) bisogna prendere contromisure. Tra le più interessanti ce ne sono due: tenere d’occhio movimenti come Se non ora quando? (utilissima la app da scaricare, con tutte le news sulle iniziative e la sezione «proposte» piena di intelligenti post-it) e iniziare a lavorare «educando» all’uguaglianza la propria, di relazione con l’altro sesso. Un manuale utile è Complici. Liberi dai rapporti di dipendenza della spagnola Miriam Subirana (Ghena, pagg. 240, 14 euro). La tesi di questo libro è illuminante come lo sono le idee semplici: per superare il paradigma patriarcale di mascolinità tossica e femminilità dipendente è necessario fare un lavoro di intelligenza emozionale, per comprendere che la relazione deve essere l’unione di due interi, non di due metà.
«I film di Hollywood ci hanno sempre detto che dobbiamo cercare l’amore perfetto. Ma se non si è persone complete non si potrà mai vivere l’amore senza soffrire», dice Subirana, ideatrice della Fundacion Educacion Emocional (www.femeducacioemocional.org).

Subirana, in questo modo quindi non si soffrirà più per amore?
«Si soffrirà lo stesso, ma la sofferenza sarà diversa in quanto non legata all’incolpare l’altro di non avere soddisfatto i nostri desideri. Molte relazioni che si basano sul bisogno e sull’egoismo. Se uno è già completo, si relaziona all’altro con meno aspettative».

Essere completi: che cosa significa?
«Ha presente lo yin e lo yang? Io, in quanto donna, ho dentro di me una parte di mascolinità. Lo stesso vale per gli uomini. Una donna che vuole farsi valere nel mondo del lavoro, dominato storicamente dagli uomini, non deve comunque rinuncia alla femminilità, così come gli uomini non devono rinunciare alla propria intelligenza emozionale».

Come si fa a curare la propria interiorità?
«Con la meditazione creativa, il pensiero positivo e iniziando a pensare al rapporto come a una scoperta dell’altro e e di noi stessi, come un incontro, non una fuga».

Nel suo libro parla dell’esistenza di un’associazione di uomini per la parità di relazioni tra i generi. Sembra quasi fantascienza: di che cosa si tratta?
«Di un gruppo maschile nato a Malaga e poi diffusosi anche a Bercellona dove gli uomini si riuniscono per parlare delle proprie emozioni. Mentre le donne negli ultimi 50-60 anni hanno fatto un grande lavoro psicologico interiore, i maschi sono molto più indietro e spesso non riescono a capire cosa passa per la nostra testa. Facendo un lavoro di questo tipo, invece, sviluppano le emozioni per trasformare la violenza in ascolto dell’altro».

Definisca, allora, come deve essere una coppia per essere equilibrata.
«Deve essere complementare e contrappone alla “relazione liquida” o “di consumo”, per cui quando l’altro non ci serve più finisce tutto. È questo a creare quel dolore che molti faticano a metabolizzare in maniera sana. Bisogna coltivare la propria interiorità per amare l’altro senza averne un bisogno dipendente. Le due persone devono rafforzarsi a vicenda, senza farsi ombra».

Anche in questo caso, però, le relazioni possono finire.
«Certo. Ma con meno dolore e con più accordo, comprensione e, soprattutto, rispetto. E questo grazie a una comunicazione interna alla coppia più fluida».

La dipendenza è un problema esclusivamente femminile?
«No. Mentre noi donne lo siamo nei confronti dell’opinione altrui e del compiacere l’altro, loro lo sono dal potere e dall’essere i protettori di donne vittime».

Quando finiremo di parlare di «uguaglianza di genere»?
«Mai, se i luoghi del potere resteranno esclusivamente nelle mani degli uomini. Le faccio un esempio: come sarebbero le città se fossero disegnate dalle donne? Più amabili, più facili per i bambini, meno aspre e squadrate, un po’ come gli edifici di Gaudì».

Gaudì quindi è stato un uomo con un forte lato femminile?
«Sì, una personalità completa, un uomo intuitivo, non aggressivo. Come ogni uomo dovrebbe essere».

mi è sembrato interessante condividere con voi questo articolo.

Interessante anche osservare le parole che vengono usate …femminicidio.

Riporto qui da wiki:

Il termine femminicidio, nella sua accezione contemporanea, è un neologismo semantico che identifica tutti quei casi di omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un uomo per motivi basati sul genere[1] dei casi di omicidio aventi un individuo di sesso femminile come vittima. Un aspetto spesso comune a tale tipologia di crimini è la sua maturazione in ambito familiare, o comunque all’interno di relazioni sentimentali più o meno stabili.

Il significato di tale neologismo viene definito dal Devoto-Oli come: “Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”.[2][3] in accordo quindi con la definizione di violenza di genere[4] ed in questi termini è oggetto dell’attenzione mediatica[5] e di interventi istituzionali[6][7].

Sovrastruttura ideologica?…quando riusciremo ad alleggerisci dalle sovrastrutture ideologiche?…a quando la liberazione di genere?

Come sarebbe se spezzassimo le catene delle questioni di genere per realizzare le relazioni di genere?

A voi

Claudia Poppi

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.