Azienda, Consapevolezza

Abbracciami, sì abbracciami!

Ecco che cosa abbiamo difficolta a chiedere.

Che cosa ci sfugge di chiedere?…il sale a tavola? No, tutti ormai sappiamo che fa male. Per cui …che cosa non abbiamo mai osato chiedere? Nella vita quotidiana come nella danza, che non è che uno degli specchi possibili in cui far affiorare la nostra personalità, l’abbraccio esiste. Abbracciami, su abbracciami.

L’abbraccio è spesso temuto, nella vita quotidiana quanto nella danza, perchè… sopratutto se la persona, l’Altro, ha carattere impetuoso, forte e dall’energia dirompente, a volte è difficile da tenerla “imbrigliata” perchè è quello che si tende a fare…ad imbrigliare l’Altro/a.

Sciogliamoci all’abbraccio.

Stringere è altro. Abbracciami, sì abbracciami…questa è la danza. Se l’abbraccio “deve essere” è altro.

Nell’abbraccio è il contatto, pulito e semplice…l’abbraccio quasi “distaccato”, timoroso  mi porta fuori dall’essere per tenermi in un fare di mera esecuzione.

Questa è paura, è “stammi vicino ma non troppo”. Questo è ciò che mi arriva da chi ha paura del “tocco”.

Distinguiamo sempre…Non significa che ci si deve trovare stretti, intrappolati, chiusi, bloccati e imprigionati. Tutt’altro perchè nell’abbraccio c’è lo spazio, il movimento e la libertà.

Generare nella vita e nella danza un abbraccio confortevole ed accogliente potrebbe essere importante?

All’inizio potrebbe essere difficile, complesso, come essere denudata, senza protezione. Ci vuole coraggio ad “abbracciare”, ad accogliere. Quello di mettersi in gioco fino in fondo, ma è una gran bella scoperta quello che poi torna indietro. Le esperienze dell’abbraccio per apprendere come ascoltarsi e ascoltare l’Altro sono così importanti e nessuno ce le ha insegnate….farne esperienza però è possibile.  In Azienda l’abbraccio è culturalmente considerato fuori luogo eppure….

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Ci vuole coraggio ad abbracciarsi

L’abbraccio tra colleghi o compagni è un tipo di abbraccio che non richiede una particolare fiducia o affinità tra i protagonisti. È il tipo di abbraccio che si scambiano i colleghi di lavoro  dopo aver portato a termine un compito complicato o dopo aver concluso un affare, oppure tra compagni di squadra o di studio.
Simile più a una pacca sulla spalla che non a un vero e proprio abbraccio, non prevede una vicinanza delle teste e non provoca sensazioni intense. È in ogni caso un abbraccio che consente di rafforzare i legami negli ambienti di lavoro e nello sport.

E nell’abbraccio c’è l’accettazione, la creAzione e il conTatto, certo che si!

Il ConTatto è un passo dentro e fuori di noi per vivere un nutrimento amplio che rimane impresso…per sempre!

Il classico abbraccio dato quando vogliamo consolare qualcuno e offrirgli supporto: per farlo, circondiamo le spalle dell’altra persona con un braccio.
In questo tipo di abbracci comunichiamo affetto, tenerezza, calore, vogliamo che l’altra persona percepisca la nostra vicinanza e che sappia che può contare su di noi.

La musicalità dell’incontro va sentita. Sentita dentro. Oltre che con le orecchie sentita con il cuore. La danza si sente nella pancia …o meglio nei primi chakra…la testa mi sentirei di dire che è proprio l’ultima!

La tecnica aiuta ci mancherebbe…anche le tabelline aiutano…così come le formule in geometria. Agevola e nulla posso dire…però….potrebbe essere che prima della tecnica Altro possa ispirarci? e che sia un desiderio ad ispirarci?…il desiderio di un abbraccio?

Cercare il dialogo nell’abbraccio con noi stessi e con l’altro…quasi l’Altro/a ci permetta di sentire noi stessi?

La danza della vita, tango o altro che sia, come territorio inesplorato. Insieme al partner o alla partner si muovono così meno passi? Potremmo forse essere meno performanti per arrivare così ad una maggiore condivisione? Uno spazio di Ascolto e una ricerca nel sentire proprio e dell’altro/a.

Nella danza come nella vita potrebbe esser che le donne tendano ad eseguire
e il sentire  – il desiderio – è relegato al sentire i movimenti dell’altro per seguire l’Altro? e l’Altro?

si l’Altro…come vive il suo sentire?…a sentirsi semplicemente seguito…quali passi interiori può esser chiamato a compier per realizzare un salto quantico di consapevolezza e di crescita personale?

E come portiamo l’esperienza di coppia nella vita? seguiamo o replichiamo? A quale livello  ci poniamo nella vita?…nella sessualità?

La Un dialogo e una ricerca insieme, un gioco ed uno scambio profondo, una domanda e una risposta, un io e un tu che si sentono, comunicano e giocano con le proposte di ruolo.

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about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità e della leggerezza, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale ed educazione al cambiamento dal 1997 come freelance. Dal 2012 uso le mie giornate per aiutare persone, aziende e professionisti a cambiare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio per avere risultati ancora migliori. CHO, Chief Happiness Officer per mettere in accordo felicità e produttività.