Consapevolezza, Yoga della risata

A scuola non si ride più

“ A scuola non si ride più “
 Gianni Rodari
Possiamo far entrare a scuola la calma, un po’ di leggerezza e di allegria?…o solo gli INVALSI devono entrare ?
A casa poi come la mettiamo?…corri di qui e fai di la e la piscina eccola qua!
Almeno a scuola i bambini dovrebbero poter rallentare.  Avere la possibilità di apprendere, imparare e fare le cose con il tempo che ci vuole, avere occasioni per parlare e ascoltare, giocare con la sabbia e le foglie, percepire i profumi e gli odori, scoprire il silenzio, cogliere le sfumature” prle di Luciana Berciato.
La ribellione ai domini della velocità, del Pil e della competitività comincia a scuola e questo è l’intendo del nostro approccio alla didattica. “RidiAmo anche a scuola ” per nuovi modelli di didattica per un nuovo umanesimo.

ydr-rdiamo

Riflettiamo sul tempo educativo, sul tempo dell’educazione e dell’educando senza dimenticare l’educatore. E si perchè chi educa l’educatore, chi insegna all’insegnante?

Parlare di didattica è parlare di un tempo che è dinamico e che parte dagli elementi dell’occasionalità e sella spontaneità, prima di tutto imprevedibilità dei bambini.

I loro occhi vedono mamme e papà sempre in affanno, maestre ansiose dalle cento braccia che reggono pile di quaderni da correggere, i-Pad, libri e riviste da consultare, divise tra riunioni collegiali e quotidiane incombenze familiari. A scuola non si ride più, abbiamo dimenticato la saggezza di Gianni Rodari, come se in aula non potessero entrare la calma, un po’ di leggerezza e di allegria. Le cose non vanno meglio a casa, dove troppi genitori sottopongono i figli ad un eccessivo carico di attività dopo l’impegno scolastico: oltre ai compiti, corsi pomeridiani di ogni genere e lunghe ore passate davanti a computer e Tv. Tanti ladri di tempo sottraggono ai bambini quello del gioco con gli amici, dell’ozio creativo, dell’esplorazione della natura programmando la loro vita persino nei minimi dettagli.

“Siamo nell’epoca del tempo senza attesa – scriveva Gianfranco Zavalloni nelle suggestioni de La pedagogia della lumaca – Questo ha delle ripercussioni incredibili sul nostro modo di vivere. Non abbiamo più tempo di attendere, non sappiamo partecipare a un incontro senza essere disturbati da un cellulare, vogliamo tutto e subito, in tempo reale”. Almeno a scuola i bambini dovrebbero rallentare, imparare e fare le cose con il tempo che ci vuole, avere occasioni per parlare e ascoltare, giocare con la sabbia e le foglie, percepire i profumi e gli odori, scoprire il silenzio, cogliere le sfumature esercitando i “Diritti naturali di bimbi e bimbe”, il manifesto scritto in cento lingue diverse. Questo manifesto l’ho condiviso e fatto parte della mia vita con l’esperienza della Fattoria Aperta e Didattica “Cà d’Pignat” di cui a tutt’oggi sono responsabile didattica. images-2

Ritorniamo a vivere tempi naturali, a rispettare i diversi ritmi di lavoro di ciascun alunno, soprattutto dei più piccoli che ci inducono a vivere momenti distesi per essere capaci di ascolto e di sguardi attenti. Non esiste buona pratica educativa senza un tempo rallentato, basti pensare soltanto ai problemi legati alla disabilità e all’inclusione. Questi tempi rallentati mi sono sempre ripromessa di farli vivere ai bambini in fattoria…con il tempo della lievitazione, il tempo dell’impasto….il tempo dell’attesa della cottura delle crescentine….tempo atteso e tempo vano a volte mi sono detta.

Tante insegnanti le ho percepite come dei veri generali che alla solo idea di lasciare 5′ “vuoti” da attività programmate sembravano svenire….Il tempo…il tempo per ridere dove è?…il tempo per guardarsi negli occhi mentre si parla e ci si domanda?…il tempo della condivisione cove è?

Ecco …nel progetto “RidiAmo anche a scuola” cè questo tempo…e c’è il tempo per un abbraccio e per il sorriso e la matematica troverà il suo tempo…come giusto ci sarà il tempo di fare le aste e sperimentare la leggerezza che serve per crescere con nuovi modelli di didattica in quanto siamo tutti in accordo che la scuola di oggi è qualcosa che dovrebbe risponder molto di più ai bisogni della persona e invece continua a rispondere alle richieste di mercato.

Per le maestre, educatori e insegnanti si tratta di intraprendere un nuovo itinerario educativo rivolto ai bambini e un altro, più potente ancora, rivolto a se stessi di crescita personale per riappropriarsi del proprio potenziale educativo basato sull’esempio che un modo più equilibrato di vivere è possibile.

Snellire gli aspetti burocratici, semplificare contenuti a vantaggio di una didattica centrata sui bisogni espressi ed inespressi del  bambino per una acquisizione di competenze più profondamente sperimentate. Fare, riflettere, documentare: sono queste le tappe di buone pratiche didattiche che hanno come punto di partenza l’esperienza e la ricerca-azione cooperativa come cammino. E tutto ciò secondo voi lo possiamo realizzare con lo sguardo basso sui registri?…possiamo fare tutto ciò arrivando carichi di scartoffie in aula?…come sarebbe se potessimo iniziare ad accogliere i “nostri bambini” con un sorriso speciale per ognuno di loro?…come sarebbe se potessimo dedicare e attuare comportamenti che agevolino l’ascolto, quello profondo, quello dellanima?

Ci vuole coraggio, una diversa organizzazione del lavoro, risorse adeguate e un patto educativo con le famiglie, in modo che le parole finalmente coincidano con i fatti.

* Luciana Bertinato vive in un borgo a Soave (Verona). Ogni giorno in bicicletta raggiunge ventidue bambini e bambine, in una classe seconda. Nel locale Museo del Gioco collabora con l’associazione culturale “La Foglia e il Vento” all’organizzazione di esperienze di educazione ambientale e cultura ludica. Dal 1995 fa parte della “Casa delle Arti e del Gioco” (dalla cui pagina facebook sono tratte le foto di questo articolo), fondata da Mario Lodi a Drizzona (Cremona), che promuove corsi di formazione per insegnanti e laboratori creativi per bambini. Dalla cascina del maestro, nel 2011, ha preso vita la Rete di cooperazione educativa “C’è speranza se questo accade a…”: un movimento d’insegnanti e genitori impegnati a promuovere lo scambio di buone pratiche educative fondate sui valori della Costituzione. 
Fonte: La vita scolastica
0
Tags:

about Poppi Claudia

Modenese di nascita, sfoglina di tradizione che porto nel lavoro di Team Bulding la sua passione per la pasta. Amante della semplicità, nel cibo e nelle relazioni. Amo il pensiero di Italo Calvino quando dice che la leggerezza è il contrario della superficialità. Mi occupo di crescita personale e di agevolare la trasformAzione dal 1997 come freelance. Dal 2012 le giornate le investo per aiutare persone, aziende e professionisti a trasformare in modo efficace se stessi e il loro mondo in meglio. Consulente in Sostenibilità per mettere in accordo felicità e produttività. Sostenibilità è una opportunità.